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I WALSER

Nel secolo VIII dalle rive del Reno il popolo degli Alemanni si diresse verso le Alpi, insediandosi inizialmente in zone di media altitudine, per poi spostarsi man mano sempre più in quota, occupando spazi che malgrado il lungo inverno consentivano ancora una rudimentale agricoltura, costituita per la maggior parte dagli allevamenti. Costoro estesero lentamente la loro pacifica occupazione dall’ Oberland bernese al passo del Grimsel e all’altopiano del Goms, conducendo una vita povera ma dignitosa e pacifica. Questo sino a quando i vassalli delle regioni italiane confinanti spinti da guerre e contese comunali, cercarono spazi di espansione verso le Alpi, dove trovarono un popolo di pastori ben organizzato e autosufficiente, la cui presenza rese le alte montagne economicamente redditizie, e politicamente interessanti.

Dal Vallese, I Walser, passarono da un luogo all’altro come servi dei signori proprietari del territorio, mantenendo strada facendo la loro autonomia amministrativa ed etnica. La Val Formazza , quella del Sempione, le valli grigionesi, la valle d’Aosta e le sue diramazioni, le Valli del Monte Rosa, hanno conosciuto la colonizzazione dei walser, che nei secoli, più di altri popoli alpini hanno saputo, pur nella grande semplicità della loro esistenza, mantenere un’ identità culturale e sociale pressoché unica e contribuire in modo determinante alla sopravvivenza dell’ambiente alpino.

In Valle Antigorio Formazza vi sono due importanti insediamenti, quello di Salecchio e quello ancor molto vivo di Formazza, qui si può facilmente vedere l’espressione massima dell’eredità Walser, nelle abitazioni, nell’urbanizzazione, nelle tradizioni superstiti, nei manufatti ed anche nell’ordinamento amministrativo dei comuni.

 
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